Prepara Fondamenti di Informatica velocemente e supera l'esame
Tutto il programma in 284 pagine, spiegato con schemi ed esempi. Ti arriva in PDF via email e inizi a studiare subito.
284 pagine
22 capitoli
PDF via email
Ecco le vere pagine del nostro manuale: Tutto il programma spiegato, semplificato e schematizzato
Copertina
Trascina l'angolo della pagina, o usa le frecce
Chi ha già preso il manuale ci racconta questo:
Scorri per leggerli · tocca per ingrandire
Un modo più semplice di organizzare lo studio.
Quando studi da un manuale tradizionale, spesso devi trovare le informazioni, capire quali sono davvero importanti e creare da solo collegamenti e schemi. SmarterFe parte da lì e organizza già il materiale in modo visuale.
Argomento: Codifica di testo, immagini e audio
Le nostre DispenseSmarterFe
Il manuale tradizionaleTradizionale
Trascina per confrontare
Materiale tradizionale
Testo da leggere e organizzare
Informazioni dense
Collegamenti da costruire
Concetti da trasformare in schemi
Informazioni visive limitate
SmarterFe
Color Code
Due colonne
Immagini
Schemi
Informazioni organizzate visivamente
Perché una pagina SmarterFE è fatta proprio così
Quando studi una materia universitaria, il problema spesso non è la quantità di informazioni che devi imparare.
È riuscire a dare un ordine a tutte quelle informazioni.
Capire quali concetti sono collegati, distinguere una definizione da un dettaglio, ricordare una classificazione, confrontare due elementi, ricostruire un processo.
Ed è proprio qui che abbiamo scelto di intervenire.
I Manuali SmarterFE sono progettati partendo da un principio:
la forma con cui una materia viene presentata può influenzare il modo in cui viene elaborata.Non è solo una questione di estetica. È progettazione dello studio.
01
Prima di tutto: rendere la materia leggibile
Una pagina piena di informazioni richiede allo studente di fare continuamente un lavoro aggiuntivo: capire dove iniziare, cosa è importante, quali elementi sono collegati e come orientarsi tra le diverse parti del contenuto.
Per questo nei nostri Manuali costruiamo una gerarchia precisa. Titoli, definizioni, parole chiave, schemi, tabelle e approfondimenti hanno ciascuno il proprio posto.
Quando apri una pagina, devi poter capire immediatamente come leggerla.
02
La semplicità è una scelta progettuale
Una spiegazione può essere rigorosa e, allo stesso tempo, essere scritta in modo chiaro. È questa la strada che seguiamo.
Manteniamo i concetti e la terminologia necessari per affrontare una materia universitaria, ma lavoriamo sulla loro esposizione: frasi più dirette, spiegazioni progressive, definizioni riconoscibili e collegamenti espliciti.
La materia rimane complessa. La sua spiegazione diventa più accessibile.
03
Il colore ti dice dove guardare
Hai presente quando apri una pagina e tutto sembra avere la stessa importanza? Il titolo, la definizione, il dettaglio, l’esempio.
Il nostro color code nasce per evitare proprio questo: usiamo il colore in modo coerente per rendere riconoscibili le categorie di informazioni.
Il colore, quindi, non è lì per decorare la pagina. Ti aiuta a leggerla.
04
Quando una tabella spiega meglio, usiamo una tabella.
Confrontare due concetti in un testo significa spesso dover passare avanti e indietro tra le informazioni. Affiancarli in una tabella significa poter vedere immediatamente cosa hanno in comune, cosa li distingue e come sono organizzati.
Lo stesso vale per schemi e rappresentazioni visive: non scegliamo la forma in base a un modello fisso.
Scegliamo la forma che rende più chiara quell’informazione.
05
E quando torni a studiare, ritrovi la materia.
Un Manuale deve essere utile anche al secondo giro, al terzo e durante il ripasso. Una struttura coerente permette di ritrovare più facilmente gli argomenti e ricostruire i collegamenti tra loro.
Per questo pensiamo ai nostri Manuali come a qualcosa che accompagna l’intero percorso di studio, dalla comprensione al ripasso.
In pratica, cosa cambia?
Prendi una materia universitaria.
01Noi la analizziamo.
02Ne individuiamo la struttura.
03Rendiamo più chiara la spiegazione.
04Organizziamo le informazioni.
05Scegliamo per ogni contenuto la forma più adatta.
06Costruiamo una logica visiva coerente.
Il risultato è una materia che puoi affrontare con un riferimento più ordinato davanti agli occhi.
Questa è l’idea alla base di SmarterFE.Non aggiungere complessità allo studio. Dare alla materia una struttura che abbia senso.
LinguaggioFrasi dirette e definizioni riconoscibili, senza perdere i termini che ti servono all’esame.
02
GerarchiaTitoli e sezioni ti dicono subito da dove partire e come leggere la pagina.
03
Color codeLo stesso colore segna sempre lo stesso tipo di informazione.
04
TabellaQuando c’è da confrontare, i concetti stanno uno accanto all’altro.
05
Rappresentazione visivaSchemi e disegni affiancano le parole dove aiutano a capire.
06
SintesiIl punto da fissare, isolato e pronto per il ripasso.
Aggiornato a ottobre 2026
Ogni dato del manuale è verificato sulle fonti ufficiali — IUPAC, NIST, Farmacopea Europea e letteratura scientifica internazionale: costanti, formule, nomenclatura, classificazioni ed esempi numerici. Studi la disciplina in vigore oggi, quella che chiedono all'esame.
Quando una riforma cambia il programma aggiorniamo il manuale, e chi l'ha già acquistato riceve la nuova versione via email: è inclusa nel prezzo.
Per chi è questo manuale
Informatica
Ing. Civile
Ing. Gestionale
Ing. Informatica
Ing. Meccanica
Ingegneria
Ecco il programma del tuo esame
01
Introduzione all'informatica e rappresentazione dell'informazioneL'informatica come scienza dell'informazione e della sua elaborazione automatica, Distinzione fra informazione e dato, Il ciclo acquisizione elaborazione trasmissione dell'informazione8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
L'informatica come scienza dell'informazione e della sua elaborazione automatica
Distinzione fra informazione e dato
Il ciclo acquisizione elaborazione trasmissione dell'informazione
Differenza fra rappresentazione analogica e rappresentazione digitale
Vantaggi della rappresentazione digitale nella trasmissione e memorizzazione
Il bit come unità elementare di informazione
Perché il bit ha due soli stati possibili
Affidabilità dei circuiti a due stati rispetto ai circuiti multistato
02
Sistemi di numerazione e aritmetica binariaI sistemi di numerazione posizionali e il peso della cifra, Conversione da base dieci a base due, Conversione da base dieci a base otto e a base sedici8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
I sistemi di numerazione posizionali e il peso della cifra
Conversione da base dieci a base due
Conversione da base dieci a base otto e a base sedici
Conversione da base due e da base sedici a base dieci
Conversioni dirette fra binario e ottale per raggruppamento di bit
Conversioni dirette fra binario ed esadecimale per raggruppamento di bit
La rappresentazione dei numeri interi in modulo e segno
La rappresentazione in complemento a uno
03
Codifica di testo, immagini e audioLa codifica dei caratteri e la tabella ascii, I limiti della codifica ascii a sette e a otto bit, Unicode come insieme universale di caratteri8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La codifica dei caratteri e la tabella ascii
I limiti della codifica ascii a sette e a otto bit
Unicode come insieme universale di caratteri
Utf-8 come codifica a lunghezza variabile
Compatibilità di utf-8 con la codifica ascii
Rappresentazione bitmap delle immagini
Il pixel come unità elementare dell'immagine raster
La profondità di colore e il numero di colori rappresentabili
04
Architettura di Von Neumann e il processoreIl modello di von neumann e la memoria unica per dati e istruzioni, Il collo di bottiglia di von neumann, L'unità aritmetico-logica e le sue funzioni8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il modello di von neumann e la memoria unica per dati e istruzioni
Il collo di bottiglia di von neumann
L'unità aritmetico-logica e le sue funzioni
L'unità di controllo e la sua funzione di coordinamento
I registri della cpu
Il ciclo fetch decode execute nelle sue fasi
La fase di prelievo dell'istruzione
La fase di decodifica dell'istruzione
05
Memoria e dispositivi di input/outputPerché esiste una gerarchia di memoria e non un'unica memoria, Il compromesso fra costo velocità e capacità nella gerarchia di memoria, I livelli della memoria cache8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Perché esiste una gerarchia di memoria e non un'unica memoria
Il compromesso fra costo velocità e capacità nella gerarchia di memoria
I livelli della memoria cache
Il principio di località come fondamento della cache
Le caratteristiche della ram e la sua volatilità
Il disco magnetico come memoria di massa
L'unità a stato solido e il confronto con il disco magnetico
La memoria virtuale e lo spazio di indirizzamento
06
Sistemi operativiLe funzioni del sistema operativo come gestore delle risorse, Il sistema operativo come interfaccia fra utente e hardware, Gli stati di un processo e le transizioni fra stati8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Le funzioni del sistema operativo come gestore delle risorse
Il sistema operativo come interfaccia fra utente e hardware
Gli stati di un processo e le transizioni fra stati
Il context switch fra processi
Gli algoritmi di scheduling della cpu
Lo scheduling first come first served
Lo scheduling round robin
Lo scheduling a priorità
07
Reti di calcolatori e InternetIl modello client server nella comunicazione in rete, Perché stratificare l'architettura di rete, Il disaccoppiamento fra livelli come vantaggio della stratificazione8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il modello client server nella comunicazione in rete
Perché stratificare l'architettura di rete
Il disaccoppiamento fra livelli come vantaggio della stratificazione
I sette livelli del modello iso/osi
Il modello tcp/ip e il confronto con il modello iso/osi
L'indirizzamento ip in versione quattro
Cenni all'indirizzamento ip in versione sei
La risoluzione dei nomi tramite il dns
08
Algoritmi e complessità computazionaleLa definizione di algoritmo e le sue proprietà, La dimostrazione informale di correttezza tramite invariante di ciclo, La finitezza come proprietà necessaria dell'algoritmo8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La definizione di algoritmo e le sue proprietà
La dimostrazione informale di correttezza tramite invariante di ciclo
La finitezza come proprietà necessaria dell'algoritmo
L'effettività dei passi elementari dell'algoritmo
La notazione o-grande come limite asintotico superiore
L'analisi nel caso peggiore e nel caso medio
Il confronto fra le classi di complessità con esempi passo-passo
Perché un algoritmo quadratico diventa impraticabile su grandi input
09
Programmazione strutturata: pseudocodice e diagrammi di flussoIl teorema di böhm-jacopini e i tre costrutti fondamentali, Il costrutto di sequenza nella programmazione strutturata, Il costrutto di selezione e le sue varianti8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il teorema di böhm-jacopini e i tre costrutti fondamentali
Il costrutto di sequenza nella programmazione strutturata
Il costrutto di selezione e le sue varianti
Il costrutto di iterazione a condizione iniziale e a condizione finale
La traduzione di un problema in pseudocodice
La traduzione di un problema in diagramma di flusso
Perché progettare l'algoritmo prima di scrivere il codice
I simboli standard del diagramma di flusso
10
Introduzione al linguaggio CLa struttura di un programma c, Le fasi di compilazione ed esecuzione di un programma c, Il ruolo del compilatore e del linker8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La struttura di un programma c
Le fasi di compilazione ed esecuzione di un programma c
Il ruolo del compilatore e del linker
La funzione main come punto di ingresso del programma
Le direttive al preprocessore e l'inclusione degli header
La dichiarazione delle variabili e la loro tipizzazione
I tipi di dato primitivi del linguaggio c
Gli operatori aritmetici relazionali e logici
11
Strutture di controllo in CLa struttura dell'istruzione if else, La costruzione di condizioni multiple con else if, L'istruzione switch e il ruolo del break8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La struttura dell'istruzione if else
La costruzione di condizioni multiple con else if
L'istruzione switch e il ruolo del break
Il ciclo while a condizione iniziale
Il ciclo do while a condizione finale
Il ciclo for e le sue tre componenti
Il confronto fra while do-while e for
Il tracciamento passo-passo dell'esecuzione di un ciclo
12
Funzioni e modularità in CLa dichiarazione e la definizione di una funzione, Il prototipo di funzione e la sua utilità, Il passaggio dei parametri per valore8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La dichiarazione e la definizione di una funzione
Il prototipo di funzione e la sua utilità
Il passaggio dei parametri per valore
Il valore restituito da una funzione e il tipo void
Lo scope delle variabili locali e globali
La variabile statica e la persistenza del suo valore
Il file header e la separazione fra dichiarazione e definizione
Perché modularizzare un programma in funzioni
13
Array e stringhe in CLa dichiarazione e l'inizializzazione di un array monodimensionale, L'indicizzazione degli elementi di un array, Gli array multidimensionali e le matrici8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La dichiarazione e l'inizializzazione di un array monodimensionale
L'indicizzazione degli elementi di un array
Gli array multidimensionali e le matrici
La rappresentazione di una stringa come array di caratteri
Il carattere di terminazione nullo delle stringhe c
Le funzioni della libreria string.h
La funzione strlen per la lunghezza di una stringa
La funzione strcpy per la copia di una stringa
14
Puntatori e gestione della memoriaIl puntatore come variabile che contiene un indirizzo, Gli operatori di indirizzo e di dereferenziazione, L'aritmetica dei puntatori e il suo legame con il tipo puntato8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il puntatore come variabile che contiene un indirizzo
Gli operatori di indirizzo e di dereferenziazione
L'aritmetica dei puntatori e il suo legame con il tipo puntato
La relazione fra puntatori e array
Il passaggio per riferimento tramite puntatori
L'allocazione dinamica della memoria con malloc
La liberazione della memoria con free
Il rischio del memory leak per mancata deallocazione
15
Struct, union e tipi definiti dall'utenteLa definizione di una struttura e dei suoi campi, L'accesso ai campi di una struttura con l'operatore punto, L'accesso ai campi tramite puntatore a struttura con l'operatore freccia8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La definizione di una struttura e dei suoi campi
L'accesso ai campi di una struttura con l'operatore punto
L'accesso ai campi tramite puntatore a struttura con l'operatore freccia
Gli array di struct
Il typedef per definire nuovi nomi di tipo
Cenni all'union e alla condivisione della memoria fra i suoi membri
Cenni all'enumerazione come insieme di costanti nominate
La struttura auto-referenziante come base delle strutture dati dinamiche
16
File e input/output in CL'apertura di un file con fopen e le modalità di apertura, La lettura e la scrittura di un file di testo, La lettura e la scrittura di un file binario8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
L'apertura di un file con fopen e le modalità di apertura
La lettura e la scrittura di un file di testo
La lettura e la scrittura di un file binario
La chiusura del file con fclose
La differenza fra file di testo e file binario
La gestione degli errori di apertura e di lettura
Il flusso stderr per la segnalazione degli errori
La persistenza dei dati oltre l'esecuzione del programma
17
RicorsioneIl caso base e il caso ricorsivo come condizioni della ricorsione, La dimostrazione di correttezza della ricorsione per induzione, Lo stack delle chiamate e il frame di attivazione8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il caso base e il caso ricorsivo come condizioni della ricorsione
La dimostrazione di correttezza della ricorsione per induzione
Lo stack delle chiamate e il frame di attivazione
La memoria consumata da una chiamata ricorsiva
Il confronto fra ricorsione e iterazione in tempo e spazio
Il calcolo ricorsivo del fattoriale tracciato passo-passo
Il calcolo ricorsivo della successione di fibonacci
La ricorsione ingenua di fibonacci e la sua complessità esponenziale
18
Strutture dati dinamiche: liste, pile, codeLa struttura del nodo di una lista concatenata, L'inserimento e la cancellazione in una lista concatenata semplice, La lista doppiamente concatenata e il vantaggio della navigazione bidirezionale8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La struttura del nodo di una lista concatenata
L'inserimento e la cancellazione in una lista concatenata semplice
La lista doppiamente concatenata e il vantaggio della navigazione bidirezionale
Le operazioni push e pop della pila
L'implementazione della pila con un array
L'implementazione della pila con una lista concatenata
Le applicazioni tipiche della pila
Le operazioni enqueue e dequeue della coda
19
Alberi e grafi: rappresentazione e visiteLa struttura di un albero binario, La proprietà d'ordine dell'albero binario di ricerca, L'inserimento e la ricerca in un albero binario di ricerca8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
La struttura di un albero binario
La proprietà d'ordine dell'albero binario di ricerca
L'inserimento e la ricerca in un albero binario di ricerca
La cancellazione di un nodo da un albero binario di ricerca
La visita anticipata in ordine e posticipata dell'albero binario
La visita per livelli dell'albero binario
La rappresentazione di un grafo con liste di adiacenza
La rappresentazione di un grafo con matrici di adiacenza
20
Algoritmi di ordinamento e ricercaIl meccanismo del bubble sort e la sua complessità quadratica, Il meccanismo del selection sort e il confronto con il bubble sort, Il meccanismo dell'insertion sort e il suo caso migliore lineare8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il meccanismo del bubble sort e la sua complessità quadratica
Il meccanismo del selection sort e il confronto con il bubble sort
Il meccanismo dell'insertion sort e il suo caso migliore lineare
Il merge sort come applicazione della strategia divide et impera
La complessità o(n log n) del merge sort
Il partizionamento e la scelta del pivot nel quicksort
Il caso peggiore e il caso medio del quicksort
La ricerca lineare e la sua complessità o(n)
21
Basi di dati e SQL: introduzioneIl modello relazionale e la sua struttura a tabelle, La definizione di chiave primaria e la sua unicità, La chiave esterna e il vincolo di integrità referenziale8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il modello relazionale e la sua struttura a tabelle
La definizione di chiave primaria e la sua unicità
La chiave esterna e il vincolo di integrità referenziale
Gli obiettivi della normalizzazione
La prima forma normale e l'eliminazione dei gruppi ripetitivi
La seconda forma normale e la dipendenza funzionale completa
La terza forma normale e l'eliminazione delle dipendenze transitive
Perché evitare le ridondanze nella progettazione di una base di dati
22
Ingegneria del software e sicurezza informaticaLe fasi del ciclo di vita del software, Il modello a cascata e la sequenzialità delle fasi, Il confronto fra modello a cascata e metodologie agili8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Le fasi del ciclo di vita del software
Il modello a cascata e la sequenzialità delle fasi
Il confronto fra modello a cascata e metodologie agili
I principi dello sviluppo iterativo e incrementale
I livelli del testing del software dal test unitario al test di sistema
La differenza fra test black box e test white box
I principi della crittografia simmetrica e asimmetrica
L'uso della chiave pubblica e della chiave privata
Tutto il programma del tuo esame, in un unico posto.
Le Dispense SmarterFe raccolgono e organizzano gli argomenti che devi conoscere per preparare Fondamenti di Informatica. L'obiettivo non è semplicemente avere meno pagine. È avere le informazioni che ti servono già organizzate nel modo in cui ti è più facile studiarle.
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