Tutto il programma in 263 pagine, spiegato con schemi ed esempi. Ti arriva in PDF via email e inizi a studiare subito.
263 pagine
20 capitoli
PDF via email
Ecco le vere pagine del nostro manuale: Tutto il programma spiegato, semplificato e schematizzato
Copertina
Trascina l'angolo della pagina, o usa le frecce
Chi ha già preso il manuale ci racconta questo:
Scorri per leggerli · tocca per ingrandire
Un modo più semplice di organizzare lo studio.
Quando studi da un manuale tradizionale, spesso devi trovare le informazioni, capire quali sono davvero importanti e creare da solo collegamenti e schemi. SmarterFe parte da lì e organizza già il materiale in modo visuale.
Argomento: Sintesi dei dati: posizione, dispersione e forma
Le nostre DispenseSmarterFe
Il manuale tradizionaleTradizionale
Trascina per confrontare
Materiale tradizionale
Testo da leggere e organizzare
Informazioni dense
Collegamenti da costruire
Concetti da trasformare in schemi
Informazioni visive limitate
SmarterFe
Color Code
Due colonne
Immagini
Schemi
Informazioni organizzate visivamente
Perché una pagina SmarterFE è fatta proprio così
Quando studi una materia universitaria, il problema spesso non è la quantità di informazioni che devi imparare.
È riuscire a dare un ordine a tutte quelle informazioni.
Capire quali concetti sono collegati, distinguere una definizione da un dettaglio, ricordare una classificazione, confrontare due elementi, ricostruire un processo.
Ed è proprio qui che abbiamo scelto di intervenire.
I Manuali SmarterFE sono progettati partendo da un principio:
la forma con cui una materia viene presentata può influenzare il modo in cui viene elaborata.Non è solo una questione di estetica. È progettazione dello studio.
01
Prima di tutto: rendere la materia leggibile
Una pagina piena di informazioni richiede allo studente di fare continuamente un lavoro aggiuntivo: capire dove iniziare, cosa è importante, quali elementi sono collegati e come orientarsi tra le diverse parti del contenuto.
Per questo nei nostri Manuali costruiamo una gerarchia precisa. Titoli, definizioni, parole chiave, schemi, tabelle e approfondimenti hanno ciascuno il proprio posto.
Quando apri una pagina, devi poter capire immediatamente come leggerla.
02
La semplicità è una scelta progettuale
Una spiegazione può essere rigorosa e, allo stesso tempo, essere scritta in modo chiaro. È questa la strada che seguiamo.
Manteniamo i concetti e la terminologia necessari per affrontare una materia universitaria, ma lavoriamo sulla loro esposizione: frasi più dirette, spiegazioni progressive, definizioni riconoscibili e collegamenti espliciti.
La materia rimane complessa. La sua spiegazione diventa più accessibile.
03
Il colore ti dice dove guardare
Hai presente quando apri una pagina e tutto sembra avere la stessa importanza? Il titolo, la definizione, il dettaglio, l’esempio.
Il nostro color code nasce per evitare proprio questo: usiamo il colore in modo coerente per rendere riconoscibili le categorie di informazioni.
Il colore, quindi, non è lì per decorare la pagina. Ti aiuta a leggerla.
04
Quando una tabella spiega meglio, usiamo una tabella.
Confrontare due concetti in un testo significa spesso dover passare avanti e indietro tra le informazioni. Affiancarli in una tabella significa poter vedere immediatamente cosa hanno in comune, cosa li distingue e come sono organizzati.
Lo stesso vale per schemi e rappresentazioni visive: non scegliamo la forma in base a un modello fisso.
Scegliamo la forma che rende più chiara quell’informazione.
05
E quando torni a studiare, ritrovi la materia.
Un Manuale deve essere utile anche al secondo giro, al terzo e durante il ripasso. Una struttura coerente permette di ritrovare più facilmente gli argomenti e ricostruire i collegamenti tra loro.
Per questo pensiamo ai nostri Manuali come a qualcosa che accompagna l’intero percorso di studio, dalla comprensione al ripasso.
In pratica, cosa cambia?
Prendi una materia universitaria.
01Noi la analizziamo.
02Ne individuiamo la struttura.
03Rendiamo più chiara la spiegazione.
04Organizziamo le informazioni.
05Scegliamo per ogni contenuto la forma più adatta.
06Costruiamo una logica visiva coerente.
Il risultato è una materia che puoi affrontare con un riferimento più ordinato davanti agli occhi.
Questa è l’idea alla base di SmarterFE.Non aggiungere complessità allo studio. Dare alla materia una struttura che abbia senso.
LinguaggioFrasi dirette e definizioni riconoscibili, senza perdere i termini che ti servono all’esame.
02
GerarchiaTitoli e sezioni ti dicono subito da dove partire e come leggere la pagina.
03
Color codeLo stesso colore segna sempre lo stesso tipo di informazione.
04
TabellaQuando c’è da confrontare, i concetti stanno uno accanto all’altro.
05
Rappresentazione visivaSchemi e disegni affiancano le parole dove aiutano a capire.
06
SintesiIl punto da fissare, isolato e pronto per il ripasso.
Ecco il programma del tuo esame
01
Misurare in psicologia: costrutti, variabili e scaleOggetto della psicometria, Dai mental tests alla misurazione moderna, Costrutti latenti e variabili osservate8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Oggetto della psicometria
Dai mental tests alla misurazione moderna
Costrutti latenti e variabili osservate
Operazionalizzazione di un costrutto
Livelli di misurazione
Operazioni ammesse per ciascuna scala
Statistiche ammesse per ciascuna scala
Scale ordinali trattate come scale a intervalli
02
Distribuzioni di frequenza e rappresentazioni graficheDalla matrice dei dati alla distribuzione di frequenza, Numero di classi e regola di sturges, Lettura di mediana e quartili dall'ogiva8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Dalla matrice dei dati alla distribuzione di frequenza
Numero di classi e regola di sturges
Lettura di mediana e quartili dall'ogiva
Grafici per variabili qualitative
Forma della distribuzione: simmetria, unimodalità, bimodalità
Valori anomali nel diagramma a scatola
Errori grafici
Esempio svolto su punteggi di test
03
Sintesi dei dati: posizione, dispersione e formaSomma degli scarti dalla media, Proprietà del minimo dei quadrati, Sensibilità della media ai valori anomali8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Somma degli scarti dalla media
Proprietà del minimo dei quadrati
Sensibilità della media ai valori anomali
Calcolo di mediana e quartili passo-passo
Media da dati raggruppati
Varianza del campione e stima della varianza della popolazione
Posizione relativa di media, mediana e moda
Trasformazioni lineari dei punteggi
04
La curva normale e i punteggi standardizzatiForma a campana, Punti di flesso a una deviazione standard dalla media, Media zero e deviazione standard uno8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Forma a campana
Punti di flesso a una deviazione standard dalla media
Media zero e deviazione standard uno
Conversione da punteggio grezzo a punteggio z
Uso diretto della tavola delle aree
Uso inverso della tavola delle aree
Rango percentile e punteggio z corrispondente
Conversione fra scale standard
05
La relazione fra due variabili: la correlazioneCalcolo di r dai punteggi grezzi, Proprietà di r: valori compresi fra meno uno e più uno, Correlazione e causazione8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Calcolo di r dai punteggi grezzi
Proprietà di r: valori compresi fra meno uno e più uno
Correlazione e causazione
Effetto della restrizione del range sulla correlazione
Relazioni non lineari e correlazione nulla
Ranghi a pari merito
Coppie concordanti e coppie discordanti
Scelta del coefficiente in base alle scale di misura
06
Prevedere: la regressione lineareModello lineare, Criterio dei minimi quadrati, Calcolo di pendenza e intercetta8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Modello lineare
Criterio dei minimi quadrati
Calcolo di pendenza e intercetta
Punteggi grezzi e punteggi standardizzati
Quota di varianza non spiegata
Regressione verso la media nei pre-post
Assunzioni della regressione
Effetto di interazione e moderazione
07
Probabilità e distribuzioni campionarieSpazio campionario, Regola del prodotto, Media e varianza di una variabile casuale6 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Spazio campionario
Regola del prodotto
Media e varianza di una variabile casuale
Normale come limite della binomiale
Differenza fra campionamento probabilistico e non probabilistico
Dimensione del campione ed errore standard
08
Stima e intervalli di confidenzaProprietà degli stimatori, Intervallo di confidenza per la media con sigma nota, Intervallo di confidenza per la media con sigma ignota8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Proprietà degli stimatori
Intervallo di confidenza per la media con sigma nota
Intervallo di confidenza per la media con sigma ignota
Intervallo di confidenza per una proporzione
Intervallo di confidenza per la correlazione
Ampiezza dell'intervallo e livello di confidenza
Dimensione del campione necessaria
Interpretazione corretta dell'intervallo di confidenza
09
Verifica delle ipotesi, errori ed effect sizeLogica del test di ipotesi, Interpretazioni errate del valore p, Relazione fra alfa, beta e potenza8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Logica del test di ipotesi
Interpretazioni errate del valore p
Relazione fra alfa, beta e potenza
Analisi della potenza a priori
Fattori che influenzano la potenza
Soglie della dimensione dell'effetto
Significatività statistica e rilevanza pratica
Non rifiutare l'ipotesi nulla non prova che sia vera
10
Il confronto fra medie: test z e test tTest z per la media con sigma nota, Test t con sigma ignota e gradi di libertà, Statistica t per due campioni indipendenti8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Test z per la media con sigma nota
Test t con sigma ignota e gradi di libertà
Statistica t per due campioni indipendenti
Gradi di libertà del test di welch
Punteggi di differenza
Assunzioni del test t e loro verifica
Ipotesi nulla di rho uguale a zero
Intervallo di confidenza della differenza fra medie
11
Analisi della varianza e confronti multipliScomposizione della devianza totale, Calcolo della statistica f, Assunzioni dell'analisi della varianza7 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Scomposizione della devianza totale
Calcolo della statistica f
Assunzioni dell'analisi della varianza
Disegno a misure ripetute
Lettura dei grafici di interazione
Ipotesi su effetti principali e interazioni
Eta quadro parziale come dimensione dell'effetto
12
Variabili categoriali e test non parametriciGradi di libertà del chi quadrato di indipendenza, Condizioni di applicabilità del chi quadrato, Interpretazione dell'odds ratio8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Gradi di libertà del chi quadrato di indipendenza
Condizioni di applicabilità del chi quadrato
Interpretazione dell'odds ratio
Quando usare il test esatto di fisher
Test per due campioni dipendenti dicotomici
Quando usare i test non parametrici
Trasformazione in ranghi e pari merito
Alternativa non parametrica al test t per campioni indipendenti
13
La teoria classica dei test e il modello di misuraIl modello teorico, Assunzioni del modello: errore a media nulla, Errore non correlato con il punteggio vero8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Il modello teorico
Assunzioni del modello: errore a media nulla
Errore non correlato con il punteggio vero
Errori non correlati fra test diversi
Dal modello teorico alle condizioni di applicazione reale
Punteggio vero come valore atteso
Scomposizione della varianza osservata
Attendibilità come rapporto di varianze
14
L'attendibilità: precisione del testStime empiriche dell'attendibilità, Effetti di memoria e di apprendimento nel test-retest, Lunghezza del test e attendibilità8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Stime empiriche dell'attendibilità
Effetti di memoria e di apprendimento nel test-retest
Lunghezza del test e attendibilità
Alfa come media di tutte le possibili split-half
Alfa come limite inferiore dell'attendibilità
Assunzione di tau-equivalenza dell'alfa
Attendibilità fra valutatori
Interpretazione del kappa di cohen
15
La validità: il test misura ciò che deveValidità come concetto multidimensionale, Fonti di evidenza di validità, Processi di risposta e struttura interna8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Validità come concetto multidimensionale
Fonti di evidenza di validità
Processi di risposta e struttura interna
Giudizio degli esperti
Metodo dei gruppi noti
Correlazioni convergenti e discriminanti
Validità incrementale e regressione gerarchica
Formula di correzione per attenuazione
16
L'analisi degli itemAnalisi degli item nella teoria classica dei test, Difficoltà come proporzione di risposte corrette, Intervallo ottimale di difficoltà8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Analisi degli item nella teoria classica dei test
Difficoltà come proporzione di risposte corrette
Intervallo ottimale di difficoltà
Relazione fra difficoltà e varianza dell'item
Discriminazione con il 27 per cento dei gruppi estremi
Correlazione punto-biseriale corretta
Distrattori che non funzionano
Formula di correzione per il caso
17
La teoria della risposta all'itemLimiti della teoria classica dei test, Interpretazione dei parametri a, b e c, Modello di rasch con discriminazione costante8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Limiti della teoria classica dei test
Interpretazione dei parametri a, b e c
Modello di rasch con discriminazione costante
Punteggio grezzo come statistica sufficiente
Verifica delle assunzioni
Stima dei parametri degli item
Errore standard della stima e informazione
Costruzione dei test nella teoria della risposta all'item
18
L'analisi fattoriale esplorativa e confermativaIdea dei fattori latenti, Modello dell'analisi fattoriale esplorativa, Adeguatezza dei dati all'analisi fattoriale8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Idea dei fattori latenti
Modello dell'analisi fattoriale esplorativa
Adeguatezza dei dati all'analisi fattoriale
Differenza fra componenti principali e assi principali
Analisi fattoriale di variabili categoriali
Analisi fattoriale e modelli psicometrici
Analisi confermativa e modello ipotizzato
Soglie degli indici di adattamento
19
Costruire un test: item, taratura e normeProcesso di costruzione dei test psicologici, Definizione del costrutto e dominio di contenuto, Regole per scrivere gli item8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Processo di costruzione dei test psicologici
Definizione del costrutto e dominio di contenuto
Regole per scrivere gli item
Numero di alternative di risposta e punto neutro
Studio pilota e valutazione preliminare degli item
Standardizzazione e campione normativo
Conversione dei punteggi grezzi in punteggi standard
Punti di taglio
20
I test in uso: contesti, equità e deontologiaClassificazione dei test psicologici, Differenza fra prestazione massima e prestazione tipica, Scale wechsler8 sezioni — apri per vederle
p. 3–2
Classificazione dei test psicologici
Differenza fra prestazione massima e prestazione tipica
Scale wechsler
Matrici progressive di raven
Mmpi
Big five
Selezione dell'item successivo nel test adattivo
Problemi del testing online
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